Permettete qualche domanda sulla raccolta rifiuti a Policoro?

Sulla questione della differenziata a Policoro sono doverose alcune considerazioni, anche per aiutare la comprensione del cittadino che non vuole essere inquadrato nelle tifoserie che imperversano senza sosta sui social.

L’appalto della raccolta rifiuti a Policoro è stato definito nel 2013-2014 dall’amministrazione Leone  sulla base di un progetto commissionato (e pagato) a una società di consulenza esterna.

Assegnato nel 2014, il servizio è stato avviato e messo a regime agli inizi del 2015.

Il servizio della raccolta rifiuti è stato strutturato essenzialmente in due componenti:

  1. la prima che consisteva nella raccolta dei rifiuti urbani;
  2. la seconda consistente nello smaltimento dei rifiuti che erano di proprietà del Comune di Policoro.

Da notare che, per legge, tutti i costi della raccolta dei rifiuti e dello smaltimento vengono riversati integralmente con la TARI sui cittadini, sia residenti che non, e sulle attività imprenditoriali.

A fronte di un costo previsto e stanziato per la raccolta abbastanza consistente e invariante il progetto attuato dal Comune di Policoro mirava a realizzare alti volumi di differenziato con la raccolta porta a porta da valorizzare attraverso la vendita sul mercato a cura del Comune e tale da non far gravare sul cittadino almeno il costo della tariffa variabile.

E’ sotto gli occhi di tutti se questo si sia verificato o se ogni anno assistiamo all’aumento della TARI: dai dati disponibili analizzati tra il 2016 ed il 2017 questo risultato non è stato conseguito.

Si è avuto, anzi, un aumento dei costi di smaltimento complessivi, non compensato dai risparmi delle penali e delle decurtazioni applicate alla ditta appaltatrice che preferiva non rispettare il contratto, rispetto al dover erogare i servizi effettivamente previsti.

E ancora peggiore sarà il risultato del 2018, sulla base delle nostre previsioni rivenienti dall’analisi dei dati messi a disposizione dallo stesso Comune.

Inutile la nota inviata ad Aprile scorso dagli attivisti del Movimento 5 Stelle di Policoro all’Assessore al ramo, in cui si chiedeva un semplice incontro per discutere costruttivamente la problematica: mai ottenuta alcuna risposta!

Deve essere una perniciosa abitudine, visto che nonostante le richieste reiterate chi è delegato all’ambiente è solito evitare di incontrare i cittadini … tanto per dire, stiamo aspettando ancora risposte in merito alla lotta alle “zanzare” dell’estate scorsa …ma questa è tutta un’altra storia.

Vista la scarsa attenzione dimostrata, permetteteci qualche domanda pubblica:

  1. Da cosa è causato l’aumento delle quantità di rifiuti prodotti dal 2015 ad oggi visto che ciò incide sui costi di smaltimento?
  2. Quale è stata l’incidenza dei costi di smaltimento dei rifiuti per quantità per gli anni 2015/2018?
  3. In questi quattro anni, sono state poste in essere delle azioni mirate a contenere la produzione di rifiuti in un’ottica di riciclo e di riduzione degli sprechi e a contrastare e sanzionare i comportamenti dannosi da parte dell’utenza visto che ciò incide sulla tariffa TARI?
  4. Erano previste nel servizio delle campagne informative e di sensibilizzazione dei cittadini finalizzate al riciclo e alla riduzione della produzione dei rifiuti, se si, cosa è stato fatto?
  5. Da cosa è causato il peggioramento delle performance del progetto di raccolta rifiuti nelle quantità (differenziato rispetto all’ indifferenziato), già rilevato nel 2017 e peggiorato ancora secondo le proiezioni nel 2018?
  6. Perché aumenta in valore assoluto la quantità di indifferenziato, visto che è il rifiuto più costoso da smaltire?
  7. Quando si prevede un piano comunale o comprensoriale sostenibile per la gestione e lo smaltimento efficiente dell’umido, che è una parte consistente del rifiuto e che viene smaltito stupidamente e onerosamente in discarica?
  8. Perché non ci si è attivati per attivare progetti di potenziamento dei centri di raccolta, con attenzione agli elementi di innovazione del processo, visti i bandi promossi, tra l’altro, dalla Regione Basilicata che avrebbero permesso di migliorare i processi di raccolta del differenziato sia come quantità che come qualità?
  9. Perché si è deciso di derogare dalla raccolta porta a porta istituendo delle aree per il conferimento in vari punti della Città. Non vi viene in mente che questa pratica disincentiva gli utenti dal differenziare e, se non adeguatamente gestita, produce delle discariche a cielo aperto nella nostra città?
  10. Perché ad oggi non è stata realizzata la tariffa puntuale prevista nell’appalto e di chi è la responsabilità di tale inadempienza contrattuale?

Speranzosi di ottenere risposte esaurienti ci auguriamo che il prossimo appalto possa prevedere condizioni ottimali affinché il rifiuto non sia considerato tale ma elemento cardine da valorizzare in quella che si chiama “economia circolare”.

E, soprattutto, auspichiamo che si creino le condizioni per un percorso pubblico e partecipato finalizzato ad elaborare la migliore proposta possibile per Policoro con la partecipazione di associazioni e movimenti dei cittadini che hanno a cuore il futuro della nostra città.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *